Italia a rischio di fallimento… Incubo o Realtà?

Dopo una lunga assenza dal blog, causata da un forte aumento di lavoro, torno a scrivere dopo aver notato una situazione piuttosto drammatica del nostro paese:

 

L’Italia è il Paese rimasto più indietro nelle riforme strutturali e nell’aggiustamento del bilancio pubblico. Il debito pubblico ammonta a 1.596.762.000.000 di euro (104,0% del Pil) il tasso di interesse annuo che paghiamo è all’incirca il 5% (70.000.000.000 di euro).

 

 

 

 
Rischio di Insostenibilità del debito pubblico

Via via che il debito si accumula, crescerà la spesa per interessi sul debito; lo Stato dovrà emettere in misura crescente nuovo debito non solo per finanziare il disavanzo, ma anche per pagare i crescenti interessi sul debito accumulato. Di conseguenza, il debito pubblico si autoalimenta, con il debito accumulato che produce continuamente maggior debito per finanziare la crescente spesa per interessi. Se un Governo supera la propria capacità di indebitamento, misurata in relazione alla solidità della sua economia e alla fiducia che riscuote nei mercati, sempre meno titoli di quel paese saranno domandati, e i tassi di interesse che esso dovrà pagare per convincere gli investitori a sottoscrivere i propri titoli schizzeranno all’insù, causando una esplosione del debito, che sfuggirà al controllo dello Stato. Nel migliore dei casi, lo Stato sarà obbligato ad abbandonare la strategia di finanziamento mediante indebitamento e ad attuare una rigida politica fiscale restrittiva per generare avanzi primari e riuscire a ridurre l’esistente stock di debito; nel peggiore dei casi, lo Stato può arrivare alla bancarotta e/o al consolidamento e alla ristrutturazione del suo debito, ossia alla decisione da parte dello Stato di non restituire più il denaro che gli è stato prestato oppure di restituire solo i debiti a scadenza più lunga, ovvero di ridefinire completamente tempi ed oneri per la restituzione del debito contratto.

Teniamo presente che la media europea del debito pubblico è del 60-70% più di 30 punti percentuali in meno!

 

Situazione analoga:

Negli ultimi vent’anni in Argentina si è innescato il seguente meccanismo. Lo stato si accolla – direttamente e indirettamente – il debito estero privato, il settore privato continua a indebitarsi, lo stato svende le sue attività privatizzandole – generando rendite per le società private – e fa gravare sull’intera economia l’impossibile pagamento del debito tagliando le spese sociali e gli investimenti pubblici. Il debito estero dell’Argentina era pari a 142 miliardi di dollari.

 

Abbiamo osservato che:

– In Italia come in Argentina si stanno privatizzando le attività statali (alcuni esempi Ferrovie dello stato, Telecom, Enel, probabilmente anche Alitalia e forse si deciderà di privatizzare anche l’acqua) per di più tali società vengono per la maggiore svendute.

– La tassazione elevata (siamo lo stato europeo con la più elevata tassazione soprattutto per quanto riguarda le imprese con 2,1% in più rispetto alla media UE) frena irrimediabilmente il mercato in quanto toglie capitale circolante per restituirlo sotto forma di debito alla banca europea.

Quindi semplificando al massimo: l’Italia chiede 100 miliardi di prestito per un anno, tale prestito frutta circa il 5% quindi alla fine dell’anno l’Italia dovrà restituire 105 miliardi.

Succede che nel periodo di competenza l’Italia arriva ad avere solo , poniamo, 5 miliardi (il nostro tasso di interesse) paga gli interessi ai creditori dando questi 5 miliardi ma si tiene il capitale di 100 miliardi che non è più 100 ma 100-5 = 95 infatti questi interessi non sono altro che capitale tolto dal circolante. Ne deriva che alla lunga l’Italia avrà bisogno di un altro ingente prestito per immettere sul mercato denaro circolante, quindi richiederà altri 100 miliardi. Quindi dovrà restituire 100 miliardi del vecchio prestito più 100 miliardi del nuovo prestito con lo svantaggio dell’aumento del tasso di interesse 5% di 200 = 10 ne consegue che lo stato deve aumentare la tassazione.

Questo circolo vizioso però è destinato a cessare con una dichiarazione di bancarotta così come avvenne in Argentina (qualche anno fa) oppure in Spagna all’inizio del secolo.

-Tagli alla spese sociali ormai sono quasi sempre all’ordine di tutte le finanziarie…

 

Italia a rischio di fallimento… Incubo o Realtà?ultima modifica: 2008-05-26T18:50:00+02:00da hobbyborsa
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